mercoledì 21 novembre 2007

CODICI A BARRE...

La raccolta dei codici a barre (o degli scontrini fiscali) a scopi filantropici, almeno fino a pochi anni fa, era una delle leggende più in voga: in cambio di un certo numero di bollini un bambino disabile avrebbe ricevuto una carrozzina. Si diceva che i codici devono iniziare con il numero 8, che indicherebbe la provenienza nazionale del prodotto, e occorrerebbe raccoglierne 5.000 o 7.000 a seconda delle versioni. Tuttavia i centri di raccolta non sono mai ben specificati, o meglio, non sono mai esistiti.Non si è riuscito mai a risalire alla vera fonte della leggenda. Sicuramente è da ricollegare in parte alle storie simili che circolano negli Stati Uniti. In ogni caso si è cercato di risalire al flusso di diffusione; questo sarebbe partito da Alessandria, per poi espandersi ad altre località del Piemonte, ed arrivare poi a tutto il paese.La raccolta dei codici a barre, talvolta pacchetti di sigarette o pezzi di carta di alluminio, forse nasce da una sorta di esorcismo per liberarsi dai sensi di colpa. In altre parole, si possono fumare le sigarette o fare scorpacciate di cioccolatini, purché si compia un simbolico atto di riparazione recuperando, proprio da questi prodotti, materiali che possano fare del bene a qualcuno. Ci si può concedere acquisti sfrenati se c'è la giustificazione che le prove d'acquisto servono ad aiutare chi non può frequentare i negozi.

1 commento:

Sergio ha detto...

Leggendoti, mi hai fatto tornare indietro con la mente alla mia infanzia..ricordo della raccolta dei codici a barre, in particolar modo quelli presenti sulle mitiche buste triangolari della centrale del latte..grazie per avermi fatto rivivere per un attimo quei momenti..beh, comunque mi farebbe piacere sapere se effettivamente servissero a qualcosa oppure no..molto recentemente ho fatto anche la raccolta dei tappi delle bottiglie, mia cognata diceva che ad un tot di tappi corrispondeva non so che cosa sempre parlando di beneficenza..mah!